Ruolo dell'Animatore

L’ANIMATORE SALESIANO:

Ü STA CON I RAGAZZI

In ogni momento del proprio servizio, l’animatore non si limita a guardare i ragazzi da lontano. La sua deve essere una presenza attiva, deve conoscere ogni singolo ragazzo che gli è stato affidato, cercando di far breccia nel suo cuore per entrare nella sua storia personale! In un grest non c’è posto per gli snob, quindi, bisogna imparare a “sporcarsi le mani e a sopportare ogni odore”…

Ü VUOLE BENE AI RAGAZZI

Voler bene non significa tanto fare smancerie od avere una semplice simpatia nei confronti dei ragazzi: il voler bene è soprattutto un atto di volontà. E’ una posizione a priori: indipendentemente da chi sei ti voglio bene!

Ü PREGA CON I RAGAZZI

L’animatore non perde occasione per pregare con i ragazzi, prepara i momenti di preghiera tenendo conto delle concrete esigenze spirituali del gruppo a cui si rivolge. Don Bosco quando parlava ai ragazzi vivacizzava le sue prediche con racconti, esempi, con un linguaggio diretto a colpire la fantasia talvolta arrivava perfino a delle “drammatizzazioni”.

Ü NON SI VERGOGNA

…a fare cose strane come balli, imitazioni di animali e via dicendo o ad essere uno dei pochi che compie la scelta di stare con i ragazzi, andando un po’ controcorrente.

 

 

 

Ü COLLABORA PER CREARE SPIRITO DI FAMIGLIA

La famiglia del Grest vive di amore, il che comporta: unità tra gli animatori nell’affetto, negli intenti, nel lavoro.

Collaborazione, nel programmare, nel rivedere insieme, impegnandosi per quello che si è deciso, anche se non è prevalsa la propria opinione.

L’accettazione di un responsabile, che, come una madre/un padre, sia di aiuto a tutti, centro di unità, coordinatore dell’attività educativa.

Semplicità e cordialità di rapporti con i ragazzi e con tutti.

 

RISCHIO DA PREVENIRE…

Ø  Sentire i ragazzi come un peso, da cui sia bello liberarsi, almeno in alcune circostanze, per coltivare un’amicizia tra animatori. Sarebbe la morte dell’animatore. Senti il cuore di Don Bosco in queste parole rivolte ai giovani:

“Io tra voi mi trovo bene. È proprio la mia vita stare con voi.” “Sento, o cari miei, il peso della mia lontananza da voi e il non vedervi e non sentirvi mi cagiona pena quale voi non potete immaginare.”

 

 

IMPORTANTE

1) Prepararsi e pregare insieme (cfr Atti 1, 2)

2) Essere uniti e umili (cfr 1Cor 12, 13 e 3,7)

3) Riconoscere e valorizzare i doni dello Spirito come ricchezza comune (cfr 1Cor 12,4 e 1 Ts 5)

4) Accettare una guida che accompagni la nostra crescita (cfr 1 Ts 5,12 e cfr 1Cor 12,28)

5) Al di sopra di tutto vi sia la carità (1 Cor 13ss)